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Postato il lunedì, 19 maggio 2008 alle 19:53 - Permalink - Categoria: varie, amore, riflessioni, libri, dio , leggere, emozioni, energia, alchimia, spiritualità, iniziazione, fisica quantistica, esperimento, libri da leggere, qualcosa di diverso, bruce lipton

Sono presa dai miei pensieri.

Sono in quei pochi momenti della ma vita dove mi sembro di evolvere consciamente e me lo sto godendo in pieno.

Qualcosa, ovviamente, ha scaturito questo stato mentale beato: ed è un libro.

Se qualcuno mi conosce, dirà: sarà o che parla della Cabbalah, o parla di religione primitiva, o parla di quantistica.

Parla di quantistica.

Ma non solo, visto che parla di Biologia ed è veramente ed incredibilmente interessante e favoloso.

 

Ecco il libro:

 

ecco un intervista per delineare un po il discorso di Lipton:

a cura di Meryl Ann Butler

MAB: Il punto di partenza del tuo libro, La biologia delle credenze, è che gli esseri umani non sono, come pensavamo prima, vittime dei loro geni, ma che l’ambiente ha un effetto diretto sul nostro DNA. Vorresti approfondire?

BL: Certamente. Fino a tempi recenti, si pensava che i geni fossero auto-attuativi, cioè potessero accendersi e spegnersi da soli. Come risultato, oggi la maggior parte delle persone si ritengono dei robot genetici, cioè che i geni controllano la loro vita.

Le mie ricerche, invece, segnano l’inizio di una concezione radicalmente nuova della scienza cellulare. La nuova biologia rivela che noi "controlliamo" il nostro genoma, anziché esserne controllati. Oggi è riconosciuto che l’ambiente, e più precisamente le nostre percezioni o interpretazioni dell’ambiente, controllano direttamente l’attività dei nostri geni. Ciò spiega perché la gente può guarire spontaneamente da pato logie ritenute permanenti.

MAB: Allora è davvero il caso di parlare di «primato della mente sulla materia»?

BL: Sì, questa nuova concezione della biologia umana non considera il corpo un mero apparato meccanico, ma ingloba il ruolo della mente e dello spirito. Questa nuova prospettiva è fondamentale in ogni processo di guarigione, perché riconosce che quando cambiamo la nostra percezione o le nostre credenze, mandiamo messaggi totalmente diversi alle nostre cellule, provocando la loro riprogrammazione.

Questa nuova scienza si chiama epigenetica. Esiste da sedici anni, ma solo ora il grande pubblico sta imparando a conoscerla. Per esempio, l’American Cancer Society è un’organizzazione che fa ricerca sui geni del cancro da circa cinquanta anni.

Ebbene, questa società ha scoperto che solo circa il 5% dei casi di cancro ha legami con la genetica; il 95% non ha nulla a che fare con la genetica. Recentemente, l’American Cance r Society ha pubblicato una statistica dove si dice che il 60% dei casi di cancro si può evitare cambiando stile di vita e dieta. Quindi, oggi ci dicono: «Dipende dal tuo stile di vita, non dai geni».

MAB: Che parte ha l’evoluzione in tutto ciò?BL: Beh, come si è scoperto, Darwin aveva torto.

La scienza di oggi ignora le teorie darwiniane basate sulle nozioni di lotta e competizione, anche se potrebbero volerci anni prima che questo fatto arrivi sui libri di testo. La cooperazione e la comunità sono in realtà i principi fondamentali dell’evoluzione, oltre che della biologia cellulare.

Il corpo umano rappresenta lo sforzo cooperativo di una comunità di cinquantamila miliardi di cellule. Una comunità, per definizione, è un’organizzazione di individui impegnati a sostenere una visione comune.

Jean-Baptiste Lamarck aveva visto giusto già cinquanta anni prima di Darwin.

Nel 1809 egli scrisse che i problemi che avrebbero afflitto la società sarebbero venuti dal suo distacco dalla natura, e che ciò avrebbe provocato la dissoluzione della società. La sua concezione dell’evoluzione era che un organ ismo e il suo ambiente interagiscono in modo cooperativo. Se vuoi capire il destino di un organismo, devi capirne le relazioni con l’ambiente. Egli capì che la separazione dall’ambiente ci priva della nostra fonte. Aveva ragione.

E se pensi all’epigenetica, ti rendi conto che oggi la teoria di Lamarck ha trovato dei fondamenti. Quando non si conoscevano processi che provassero le sue teorie, Lamarck sembrava uno stupido, anche perché credevamo all’idea neo-darwiniana secondo cui il corpo è soggetto al controllo genetico.

Invece oggi la scienza più evoluta ci mostra che Lamarck aveva ragione, dopo tutto.

MAB: In che modo tutto ciò si ripercuote a livello cellulare?

BL: Le informazioni provenienti dall’ambiente vengono trasferite alla cellula attraverso la membrana cellulare. Prima pensavamo che il nucleo della cellula fosse il suo cervello. Ma nel 1985 ho scoperto che in realtà il cervello della cellula è la membrana. Il nucleo, come si è scoperto, è di fatto il centro riproduttivo.

La membrana cellulare controlla le condizioni dell’ambiente e quindi invia segnali ai geni, per innescare processi che serviranno alla sua sopravvivenza. Nel corpo umano, il cervello invia messaggi alla membrana cellulare per controllare il comportamento e l’attività genetica della cellula. È così che la mente, tramite il cervello, controlla la nostra biologia.

Per esempio, una disciplina importante nelle scienze della salute è la psiconeuroimmunologia. Letteralmente, questo termine significa: la mente (psico) c ontrolla il cervello (neuro) che a sua volta sovrintende al sistema immunitario (immunologia). È così che funziona l’effetto placebo!

Quando la mente percepisce l’ambiente come sicuro e amichevole, le cellule si focalizzano sulla crescita. Le cellule devono svilupparsi affinché il corpo continui a funzionare in modo sano.

Al contrario, in situazioni di stress, le cellule assumono un atteggiamento di difesa protettiva. Quando ciò accade, le risorse energetiche del corpo, normalmente impiegate per sostenere la crescita, vengono dirottate a questi sistemi che forniscono protezione. Il risultato è che in un sistema stressato i processi di crescita sono limitati o sospesi.

Nei casi di stress acuto (breve) l’organismo è in grado di adattarsi, mentre uno stress cronico o prolungato è debilitante, perché le richieste energetiche del corpo interferiscono con la manutenzione richiesta, e ciò porta a patologie e disfunzioni.

Per esempio, la paura che si è diffusa negli Stati Uniti dopo l’undici settembre ha avuto un effetto devastante sulla salute dei nostri cittadini. Ogni volta che il governo lancia l’allarme per un nuovo possibile attacco terroristico, la paura da sola fa sì che gli ormoni dello stress frenino la nostra biologia e si preparino a una risposta di difesa.

In seguito all’attacco al World Trade Center, la salute del Paese è caduta a picco e i profitti delle aziende farmaceutiche sono saliti alle stelle (registrando un aumento del 100% in meno di cinque anni!).

Quel sistema di allarme basato sul codice colorato, poi, è causa di un’altra grave conseguenza. In stato di paura, gli ormoni dello stress modificano il flusso del sangue nel cervello. In situazioni normali, il sangue fluisce al cervello concentrandosi soprattutto nel proencefalo, la sede del controllo conscio.

In condizioni di stress, le vene del proencefalo si restringono, costringendo il sangue a dirigersi verso il romboencefalo, il centro dei riflessi inconsci. In poche parole: quando abbiamo paura, diventiamo più reattivi e meno intelligenti.

MAB: Nel tuo seminario hai parlato di come riceviamo l’informazione dello stress.

Potresti approfondire l’argomento?

BL: Certamente. La principale fonte del segnale di stress è la voce centrale del sistema, la mente. La mente è come il conducente di un veicolo.

Se siamo bravi a gestire il nostro comportamento e le nostre emozioni, possiamo aspettarci una vita lunga e produttiva. Al contrario, i comportamenti improduttivi e una gestione inadeguata delle emozioni sono come un conducente maldestro che stressa il veicolo cellulare, interferendo con il suo funzionamento e provocando un collasso.

L’informazione dello stress può arrivare alla cellula dalle due menti separate che formano la voce centrale che controlla il corpo.

La mente conscia (auto-consapevole) è l’io pensante, la mente creativa che esprime il libero arbitrio. È l’equivalente di un processore a 40 bit, perché può gestire le in formazioni provenienti da circa 40 nervi al secondo. Per contro, la mente inconscia è un supercomputer provvisto di un database di comportamenti pre-programmati. È un potente processore a 40 milioni di bit, che interpreta e risponde a più di 40 milioni di impulsi nervosi al secondo. Alcuni programmi derivano dalla genetica: sono i nostri istinti. Tuttavia, la grande maggioranza dei programmi inconsci vengono acquisiti attraverso le nostre esperienze di apprendimento.

La mente inconscia non è la sede del ragionamento o della consapevolezza creativa; è un meccanismo rigido di reazione agli stimoli che funziona «in playback». Quando dall’ambiente viene percepito un dato segnale, la mente inconscia attiva per riflesso una reazione prestabilita. Non è affatto necessario pensare!

Il risvolto pericoloso del pilota automatico è che i comportamenti inconsci sono programmati per avvenire senza il controllo, o l’osservazione, dell’io conscio.

I neuroscienziati hanno scoperto che il 95% - 99% del nostro comportamento è sotto il controllo della mente inconscia. Di conseguenza, è raro che noi osserviamo questi comportamenti, e ancora di più che ne siamo consapevoli.

La tua mente conscia percepisce che sei un bravo conducente, ma è l’inconscio che per la maggior parte del tempo tiene le mani sul volante. E l’inconscio può condurti alla rovina.

Siamo stati educati a credere che usando la forza della volontà possiamo annullare i programmi negativi del nostro inconscio. Sfortunatamente, per fare questo, è necessario mantenere una vigilanza costante sul proprio comportamento.

Non esiste nell’inconscio un ente osservante che analizzi i comportamenti "preregistrati". L’inconscio è un meccanismo che agisce esclusivamente «in playback». Di conseguenza, non viene fatta alcuna distinzione tra comportamento inconscio buono e cattivo: sono tutte "registrazioni". Non appena la tua consapevolezza viene meno, la mente inconscia mette automaticamente in atto i suoi programmi preregistrati, basati sull’esperienza.

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Morganne
Postato il lunedì, 12 maggio 2008 alle 17:31 - Permalink - Categoria: varie, riflessioni, dio , arte, alchimia, spiritualità, iniziazione, esperimento, qualcosa di diverso, masaru emoto

Masaru Emoto ha messo a punto una tecnica che ha consentito di scoprire e di ammirare i molteplici segni del linguaggio figurativo con cui l'acqua risponde agli stimoli esterni.
Attraverso tale tecnica è possibile fotografare i cristalli ottenuti dal congelamento di acqua sottoposta alle vibrazioni non solo di parole o brani musicali, ma anche di pensieri e stati d'animo. L'acqua è infatti in grado di registrare la vibrazione di una energia estremamente sottile, definita nella cultura giapponese Hado. I risultati degli esperimenti condotti da
Masaru Emoto dimostrano che i cristalli dell'acqua modificano la propria struttura in relazione dei messaggi che ricevono. L'acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri positivi forma dei cristalli bellissimi simili a quelli della neve, l'acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri negativi reagisce creando strutture amorfe e prive di armonia.

L'acqua ci ascolta, memorizza sul suo nastro magnetico le vibrazioni dei nostri pensieri e delle nostre emozioni e ci risponde nel linguaggio figurativo dei suoi cristalli. Questo dialogo con l'acqua consapevolizza e porta a galla l'immagine di ciò che siamo ? E' difficile accettare che l'uomo comune possa credere al concetto di dialogo con l'acqua, in realtà questo dialogo esiste. La Terra, chiamata anche il Pianeta d'Acqua, è coperta per il 70% della sua superficie di acqua, la stessa proporzione presente in un corpo umano. La neve, che cade sulla Terra da milioni di anni, contiene cristalli simili tra loro ma diversi uno dall'altro. Ogni cristallo porta in sé un'informazione. Più precisamente, la geometria del cristallo è l'informazione stessa che si cristallizza. L'acqua, attraverso la creazione e la contemplazione dei suoi cristalli, rende possibile un dialogo con l'uomo elevando la sua consapevolizzazione. Se i pensieri possono influenzare la struttura molecolare dell’Acqua, secondo voi, che effetto hanno i vostri pensieri sul vostro corpo e realtà?

 

 

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Morganne
Inferno
Postato il giovedì, 08 maggio 2008 alle 23:26 - Permalink - Categoria: varie, amore, riflessioni, dio , emozioni, alchimia, spiritualità, iniziazione, fisica quantistica

 

 

 

Ci sono delle persone che dicono che Io ti abbia dato il Libero Arbitrio, ma queste persone pretendono che se tu non Mi obbedisci, tu andrai in Inferno.

Quale razza di Liberio Arbitrio è?

 

- Conversazione con DioN.D.Walsch

 

 

 

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Morganne
Postato il mercoledì, 07 maggio 2008 alle 19:28 - Permalink - Categoria: amore, riflessioni, racconti, dio , spiritualità, qualcosa di diverso, ramtha

 

Vi aspettate che gli altri vi rendano felice?

Non lo faranno mai.

Vi aspettate che le cose vi rendano felice?

Non lo faranno mai.

Finché cercate la felicità al di fuori di voi, la troverete solo in forme temporanee e breve. Momenti che non sembreranno mai lunghi abbastanza

Ramtha

 

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Morganne
Postato il domenica, 04 maggio 2008 alle 11:52 - Permalink - Categoria: varie, amore, riflessioni, racconti, dio , emozioni, energia, alchimia, spiritualità, iniziazione, fisica quantistica, qualcosa di diverso, esercizi iniziatici, ramtha

 

 

“Sapete, nel momento in cui vi svegliate, a proposito, avete mai notato che non sapete chi siete, e vi svegliate e non sapete chi siete. Avete notato che vi guardate attorno alla stanza per orientarvi, e ciò che vi sorprende è vedere la persona vicino a voi, e in quell’attimo non sapete chi è? Penso che dovreste riflettere molto su questo. Passiamo quei momenti prima di uscire dal letto a ri-orientarci, a ricollegarci a un’identità che per un momento nemmeno avevamo, e l’identità è ciò che cominciamo a formare, quando diamo uno sguardo alla persona accanto a noi. E poi, ci alziamo, e cominciamo a grattarci il corpo…e poi ci alziamo e andiamo al gabinetto e lungo la strada ci guardiamo. Perché lo fate? Perché vi fissate? Perché state cercando di ricordare chi siete. E poi quando andate ad urinare, fissate la vostra urina. Perché lo fate? Perché non riuscite a credere che state urinando. E’ ancora un mistero.

 

Ma se dovete ricordare chi siete e ricordare i parametro della vostra accettazione e gli steccati del vostro dubbio, se dovete fare tutto quel rituale ogni singolo giorno per ricordare chi siete, che possibilità ci sono che la vostra giornata risulta unica?…Molto poche davvero. Ma se invece…prima di cercar di ricordare chi eravate, ricordaste che cosa vorreste essere, e forse questo va fatto prima: prima di vedere il vostro compagno, prima di riagguantarvi, prima di barcollare fuori del letto, di spaventare il gatto e di guardarvi allo specchio. Se prima di tutto questo ricordaste una cos: “prima di collegarmi al rituale della mia rete neurale, creerò un giorno che sia stupefacente, che si aggiungerò all’esperienza della mia vita”, e create la vostra giornata- create la vostra giornata. Il momento in cui non siete ancora chi siete, è il momento più sublime in cui, in quel momento, vedere lo straordinario, potete accettare un aumento di paga oggi. Se diventate voi stessi, la vostra aspettativa di un aumento di paga diminuisce fortemente. Voi e io lo sappiamo. Ma in quel particolare stato di non definizione della vostra identità, potete creare qualunque cosa.

Cosi, io dico ai miei studenti, prima di alzarvi e di ricordare chi siete, create la vostra giornata. Poi, dopo avere creato la vostra giornata, la vostra routine cambierà. Sarete una persona leggermente diversa mentre fissate l’orinatoio o guardando lo specchio. Ci sarà qualcosa di diverso in voi, e sarà una cosa meravigliosa.”

Ramtha - DVD Create your Day

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Morganne
ar