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Postato il martedì, 26 giugno 2007 alle 19:32 - Permalink - Categoria: genesi, cabala

Le “Sefirot” corrispondono alle dieci frasi pronunciate da Dio nella storia del “BERESHIT” (GENESI), le dieci volte in cui “DIO DISSE” ... e fu fatto.

1. Dio disse: «Sia la luce!».

2. Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque».

3. Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto».

4. E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie».

5. Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni [15]e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra».

6. Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra».

7. Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie».

8. E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

9. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra;  soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra».

10. Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.

(11. Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile».)

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Morganne
Postato il sabato, 23 giugno 2007 alle 19:03 - Permalink - Categoria: genesi

La Quintessenza disse: "Fiat Lux", e Luce ci Fu.

Lo Spirito Fondamentale visse che fu buona cosa la Luce, e cosi, divise la Luce del Buio.

 

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Morganne
Postato il sabato, 23 giugno 2007 alle 18:32 - Permalink - Categoria: genesi

...e il Soffio Primordiale, lo Spirito Mercuriale o Quintessenza aleggiava sulle Acque.

Genesi 1:2

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Morganne
Postato il sabato, 23 giugno 2007 alle 18:22 - Permalink - Categoria: genesi

Nell'Esordio di Ogni Cosa, Eloim donò forma alla Terra e ai Cieli.

La Terra era confusa e desolata e le Tenebre ricopriva essa.

Genesi 1:1

 

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Morganne
Postato il giovedì, 21 giugno 2007 alle 19:33 - Permalink - Categoria: cabala, ghematria

Ghematria: Tradizione Cabalistica

 

La Ghematria (Ghimel-Yod-Mem-Teth-Resh-Yod-Aleph = 273) è un alterazione del nome “Geometra/Geometria” preso del greco, e viene sempre scritta con la “G” maiuscola in quanto considerata uno dei 3 attrezzi Divini riconosciuti della Caballah per capire i scritti sacri, con il Temurah e il Notarikon.

Nella Ghematria, ogni lettera ha il suo corrispettivo numerico e consiste dunque nel sostituire le lettere delle parole o frase con dei numeri, sostituendole. Le parole o le frase che hanno lo stesso valore numerico sono da considerare come avendo un senso uguale o similare.

La Ghematria è stata creato originalmente dei Sofrim, i scribi ebraici che erano anche chiamati “costoro che contavano” (i numeri, ma anche i contastorie in quanto contare vale anche per le storie) per verificare l’esattezza delle loro copie. In effetti, attribuendo ad ogni lettere un numero, e sommandole, ogni frase aveva un suo numero piu facilmente controllabile.

Esistono così 3 attribuzioni numeriche diverse per le lettere:

-      La Ghematria per livello: ogni lettera ha il valore del suo livello (Aleph vale 1, Beth vale 2, Vav 6…e cosi via fino al 22, come nella numerologia classica)

-       La Ghematria classica: stesso procedimento che quello a livello, ma arrivato a 10, le lettere che seguono valgono 20, 30… (Beth, 2, Lamed 30, Shin 300)

-       La Ghematria quadrata: ogni lettera ha il suo valore del livello che occupa, ma elevati al quadrato (Beth 4, Yod 100…)

 

La Tabella che segue mostra il valore associato ad ogni lettera dell’ebraico antico secondo la Ghematria classica:

= 1 Aleph              = 2      Bieth = 3      Ghimel = 4      Daleth = 5      He = 6      Vav

= 7      Zain = 8      Chet = 9      Teth = 10   Yod = 20   Kaph = 30   Lamed

= 40   Mem = 50   Nun = 60   Samech = 70   Ayin = 80  Phe' = 90  Tzade

= 100 Qoph = 200 Reish = 300 Shin = 400 Tau

Lettere finali : 

= 500 Kaph sofit = 600 Mem sofit = 700 Nun sofit = 800 Phe sofit = 900 Tzade sofit

Tetragramaton: il nome dio Dio

 

Normalmente per indicare la parola “Dio” in ebraico antico, si usano vari nomi come:

Adonay – El – Eloim – Eloha –Iah – Ehieh - Hayah – Yahwe.. Se il nome di « Adonay » è considerato un appellativo ed “El” è un termine generico indicando un appartenenza Divina (Eloim è il plurale di El), Yahwé è sicuramente la denominazione Divina la piu utilizzata nei testi sacri. ed è utilizzato nella Bibbia come appellativo di cortesia: indica “Il Signore Dio”.

 

 

Nel citarlo, la Bibbia in ebraico antico utilizzava le lettere ebraiche IHWH, diventato YHWH (Yod – He – Vav – He). In quanto definito nome Divino, esso non veniva pronunciato e si è perso dunque la maniera di farlo nella notte dei tempi. Sappiamo però che la lettura di questo nome è probabilmente “Yahwe”, preso della vocalizzazione del nome “Adonay” nello scopo di poter leggere i versi della Bibbia. Ma per la Ghematria in se, non è importante, perché utilizziamo solo ed esclusivamente l’alfabeto dell’ebraico antico, e in esso non si trovano le vocali. Basterà la Yod – He – Vav – He scritto da destra a sinistra quanto segue:  ×™×”ךה.

La Yod rappresenta l’occhio che vede e ha come archetipo l’occhio, la He rappresenta le cose invisibili o l’anima, la Vav rappresenta e ha come archetipo una finestra, e la Vav rappresenta il legame, il nodo, e il suo archetipo è il gancio. Yahwe è dunque Colui che vede tutte le cose invisibili e le mette insieme, nella realtà terrena, nello spazio e nel non spazio. La Yod ha come valore numerico 10, la He 5, la vav 6. Il totale delle lettere è di 26. Dunque il numero 26 indica il nome segreto di Dio, ma anche legato all’uomo, come andremo a vedere.

Il peso medio di un neonato è di 2 chili e sei etti, ovvero 26 etti. Ventisei miliardi di cellule compongono il nostro corpo fisico, il scheletro del piede ha 260 ossa. Ma non è tutto. In 24h, compiamo il media 25920 respiri. 25920 anni è il tempo che ci vuole affinché la Terra compia un intera rivoluzione zodiacale e costituisce cosi “l’anno platonico” o “anno cosmico” e in astronomia arrotondano a 26'000 anni. Inoltre, ha un importanza biblica in quanto erano in 26 i patriarchi del vecchio Testamento.

Il 26 è dunque un numero che lega il mondo fisico a quello spirituale, come la Vav che lega il mondo visibile al mondo invisibile. Di maniera artistica, la Yod rappresenta pure la testa dell’uomo, la He le spalle e la braccia, la Vav il tronco, e l’ultima He il bacino e le gambe.

  

I numero dei nomi di Dio nella Ghematria del nome dei Yahwe è stato molto studiata anche nell’Angelologia in quanto la somme delle lettere del suo nome indicano il a Shemamphorash che è l’Angelologia tradizionale della cabala ebraica e conta 72 angeli o emanazioni.

 

Yod:                                        10

Yod + He                                 15   

Yod + he + Vav                       21

Yod + He + Vav + he               26

                                      -----------------

Totale                                      72    

 

Anche il numero 72 è legato all’umano e allo cosmo: in media 72 sono i battiti cardiaci che abbiamo ogni minuto e si vive 72 anni. 72 anni dura un grado zodiacale: 72 * 360= 25920 anni, anno cosmico. 72 era il numero di discepoli scelto da Gesu.

 

Ecco, abbiamo sorvolato brevemente un esempio di Ghematria e abbiamo visto come i legami metafisici si trovano nella risoluzione numerica delle parole. Studiando la Ghematria nei tempi moderni, l’uomo ha cosi l’opportunità di sentirsi piu vicino a Dio e a se stesso.

  

 

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Morganne
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