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Postato il domenica, 29 luglio 2007 alle 16:31 - Permalink - Categoria:

Per me si trattava, ad esempio, di trovare la verità sul Dio Sconosciuto, non in una macchina, ma in cio che muove la natura, osservando l'uccella notturno nel suo nido accanto a me, e tutte le generazioni che tornavano li a fare il loro nido. Ho imparato a conoscere la vita, non a vita fanatica, ma la vita attraverso la natua. E quando me ne andai della roccia cercai di impartire quella conoscenza ai miei generali, mentre ci mettevamo in marcia. E trovammo una grande foresta che io chiamai Shambhala, con un grande albero al centro. E presi i miei vecchi guerrieri e chiesi loro di tenersi per mano attorno a quel gigante. Ed essi erano cosi piccoli rispoetto a quella magnifica creatura. E li pregai di rispondere al seguente enigma:

- Che cosa sa quest'albero che voi non sapete?

Ramtha

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Morganne
Postato il martedì, 24 luglio 2007 alle 19:06 - Permalink - Categoria: esercizi iniziatici

Nel secondo esercizio, molto simile al primo, si continua ad “affinare” la sensibilità dei nostri sensi “extra”. Questa volta, affrontiamo il senso della vista interiore meglio definita come “Chiaroveggenza”.

Sappiamo che vediamo cose che non esistono al di fuori di noi, nel mondo fisico, come lo sono i nostri sogni, o che siamo in grado di “proiettare” immagini sul nostro schermo mentale come se fossero immagini reali. Comunque, in ogni caso, lavorando più sulla vista fisica, si può percepire qualcosa in più nella vista interiore.  

Esistono fenomeni luminosi che non sono fenomeni esterni, ma sono solo eccitazione della retina stessa, come può essere, anche in questo caso, il flusso sanguino.

Se chiudiamo gli occhi, vediamo dopo un pò delle chiazze di colore muoversi al ritmo del proprio battito cardiaco: ecco che il nostro fisico influisce sulla nostra vista.

Poi, c’è un fenomeno chimico/elettrico/magnetico che fa si che se si guarda un’immagine tanto luminosa e che si chiude gli occhi, si continua a vedere l’immagine per un pò, fino a sbiadire e a scomparire con il tempo. Ho incontrato persone piu o meno sensibile a questo fenomeno, e si trova che più una persona ha un circuito elettro-magnetico potente, più questo fenomeno è forte, e più l’immagine rimarrà a lungo.

Ed è proprio con su quel fenomeno che si andrà a lavorare oggi.

Premessa pero: attenzione di andarci con cautela con gli esercizio oculari perché possono sempre comportare eventuali rischi e avere conseguenze dannose per la vista. Quindi i consiglia il lettore di aver estrema prudenza al compimento degli esercizi e in casi di dubbi, farlo solo dopo avere consultato il proprio medico.

Ovviamente, declino ogni responsabilità su quello che potrebbe accadere in seguito a questi esercizio.

Questo esercizio sta per dimostrare una cosa importante: si da energia a quello su cui si porta l’attenzione, aumentando cosi la sua intensità. Dunque, si proverà ad aumentare la traccia di luce che rimane sulla retina dopo averla esposto alla luce chiara, solo portando l’assoluta attenzione su di essa, una volta chiuso gli occhi.

Provate dunque a stare in un luogo dove siete nel buio o semi-buoi, ma dove c’è anche una luce bianca un po’ sostenuta come lo potrebbe essere una finestra con il sole che entra, o meglio ancora la fiamma di una candela. Si deve stare al meno a 3 metri della fonte della luce per fare l'esercizio e si deve solamente guardare la finestra (e mai il sole direttamente), per poi chiudere gli occhi e portare l’attenzione sulla scia di luce che è rimasta sulla retine. Potrebbe anche che ci sia un leggero scintillo durante l’esercizio fino a farlo scomparire…Poi ci vuole un attimo di pazienza, perché la macchia tende a riapparire dopo un po’, quindi si cerca di tenere l’attenzione il più possibile…Una volta finito, si riprova un'altra volta. Poi, si nota quale immagine sono apparse sullo schermo mentale. Si ripete l’esercizio ogni giorno e si paragona ogni giorno le immagini per vedere se ci sono dei sviluppi nella visualizzazione.

Questo esercizio deve essere fonte di rilassamento, eseguito in un luogo tranquillo, preferibilmente senza nessun altra persona nella stanza e senza rumore.

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Morganne
Postato il lunedì, 23 luglio 2007 alle 20:04 - Permalink - Categoria:

 

Il Filatterio (Tephilin in ebreo e Phylakterion in latino) è un pezzo di pergamena sul quale gli ebrei scrivevano dei brani della bibbia (generalmente dell’Esodo o del Deuteronomio) o questi 4 passaggi della Torah: Kadech Li Kol Békhor (Exode 13, 1-10). Véhaya Ki Yéviakha (Exode 13, 11-16)

Chéma Yisraël (peut. 6, 4-9) et Véhaya Im Chamoa (peut. 11, 13-21) per poi rinchiuderle in una piccola scatoletta (Batim) che si legavano attorno il braccio sinistro (per essere vicino al Cuore), o sulla fronte (per esser vicino allo spirito), mentre recitavano le preghiere del mattino.

Il Filatterio prende il posto, simbolicamente, al tatuaggio primitivo in quanto gli è attribuito un potere segreto, spesso di protezione contro i cattivi spiriti. Altre società magico-religiose le utilizzano incidendo il nome di Divinità o con altre parole senza significato, e sono chiamate voces magicae, o esistono anche papiri che contengono incantesimi propri e si chiamano Kharacteres.

 

E’ un tradizione antichissima in quanto anche nella Bibbia se ne fa riferimento in Matteo 23, 1-10:

"Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e farisei. Fate dunque e osservate quanto essi vi dicono ma non fate come essi operano, perché dicono e non fanno. Affastellano carichi gravi e difficili a portarsi e li impongono sulle spalle della gente ma essi non vogliono muoverli con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: dilatano infatti i loro filatteri, allungano le frange dei loro mantelli, amano il primo posto nei loro conviti e i primi seggi nelle sinagoghe, i saluti nelle piazze e d'essere chiamati dalla gente "maestri".

 

Poi, c’è questo passo di un Midrash ebraico che spiega anche la maniera di portarlo (o in questo caso di non portarlo):

 

« Chi dice: 'lo non passerò davanti all'Arca (cioè: non ufficierò) in abiti colorati, neanche in vesti bianche sia fatto ufficiare; (chi dice: ) 'Con i sandali non passerò', neanche scalzo sia fatto ufficiare. Chi rende il suo filatterio (della fronte) tondo: è un pericolo e non adempie il precetto. Chi lo mette sulla fronte o sulla palma della mano, questo è il modo di fare degli eretici. Se lo copre d'oro e lo mette sulla manica, questo è il modo di fare dei dissidenti ».

 

C’è una maniera tradizionale di metterle, e in generale le corde che lo tiene al braccio devono essere messe di maniera a creare la lettere Shin, lettere che indica la conoscenza, e poi scendere lungo il braccio sette volte per terminare nel palmo della mano. Si recita pour un testo di benedizione e di devozione mentre si mette sia quello del braccio sia quello sulla fronte. Le laniere di cuoio devono essere di animale puro.

La legge vuole che siano messi ogni mattina mentre si prega salvo il giorno del Sabbat, o giorni di festa nella Torah,

 

Altro dettaglio importante: le donne non hanno l’obbligo di portare i Filatterio ma l’uomo si, a partire dell’eta di 13 anni.

 

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Morganne
Postato il domenica, 22 luglio 2007 alle 12:05 - Permalink - Categoria: cabala

Il Golem è molto presente nella tradizione ebraica in quanto gode di molto rispetto e sacralità. Se altre tradizioni o civilizzazioni possano considerarlo un attrezzo magico di basso rango, invece, nella cabala è una creature molto considerata come lo è il Maestro Cabalista Baalshem, il suo creatore.

 

Il Golem, comunque, non lascia nessuno indifferente, sia nell’ambiente magico, sia in quello medievale e infine, quello cabalistico. Ma cos’è esattamente, e da dove viene?

 

Accenni Storici

 

Il Golem è il nome che disegna un essere umano creato artificialmente a partire di materia fisica (generalmente fango o terra), e messo in vita con un processo religioso-magico. In ebraico antico la parola Golem si scrive Ghimel – Lamed – Mem.

La ghimel significa il corpo/la materia, la Lamed indica qualcosa di elevato, e la Mem indica la madre, la creazione, avvolgere. Dunque, abbiamo l’idea che si tratta di potere creare a partire della materia come creatore, essere la Madre di una creatura. Una traduzione più semplice si trova nella bibbia (dove il nome appare solo una volta) e vuole dire : “Materia animata informe”.

Il concetto di potere creare creature magiche o dare vite alla materia si ritrova in tanti testi sacri, scritti nella notte nei tempi.

Nella Bibbia, come detto più in alto, la presenza del nome Golem è legata al nome Adamo, quando Dio “plasmò l’uomo con polvere del suolo” prima che Dio gli potesse “soffiare” la vita nelle narice e dargli un’anima.

Poi, si trova un riferimento al Golem nel Sefer Yetsira di Abramo. Nel libro si dice che c’è bisogna dei “nomi santi di Dio”, della polvere di terra vergine e dell’acqua.

Nel Talmud, c’è anche un riferimento al Golem: (sanhedrin 65, b) “Rava aveva creato un uomo che aveva inviato da R. Zeira. Egli gli parla, ma il Golem non gli rispose (in effetti, i Golem non parlano mai, ndr). Egli disse” Sei stato creato da uno dei miei compagni! Ritorna dunque alla polvere! Ed egli fu distrutto.”

Poi, abbiamo la storia molto conosciuta dal Rabbino Yehouda Loew, che vi accenno brevemente:

Le leggende raccontano che Il Rabbino Loew di Praga nel XVI secolo abbia costruito un Golem su indicazione di Dio, dopo avere chiesto consigli su come aiutare il popolo ebreo contro le accuse del popolo. In effetti, in quel momento, la populazione credeva fermamente che gli ebrei preparavano il pane pasquale “macessy” con il sangue dei bambini cristiani. In effetti si erano ritrovati parecchi corpi di bambini morti nel quartiere ebreo, ma messi da colore che volevano cacciare gli ebrei della città. Funzionò, e Rodolf II ordinò agli ebrei di andarsene di Praga (anche con la forza, ovviamente).

Allora il Rabbi crea il Golem che aveva per missione di aiutare a prendere i veri colpevoli. Con ogni leggende, ci sono sempre varie fine. La più probabile è che nel 1592 fini la persecuzione degli ebrei e che il Rabbi abbia distrutto il Golem, facendolo ritornare alla polvere. Ma, ovviamente, si dice che il Golem sia ancora a Praga, nel sotterraneo della Santa Sinagoga Alteneuschule del ghetto ebraico.

 

Ma il Golem non si trova soltanto nel mondo ebraico. Nel medioevo, vari storie raccontano dell’Homononculus (o scritto modernamente: Homunculus), l’essere artificiale creato dagli alchimisti. Un testo racconta che Thomas abbia creato un essere femminile per tenerle caldo alla fine dei suoi giorni.

Paracelse ne lasciò una ricetta di come fabbricarlo nel 1500.

 

In questa breve presentazione ho omesso le varie formule per prepararlo a proposito in quanto ritengo personalmente che l’uomo non ha bisogno di creare un Golem per servirlo, o per fargli fare qualsiasi altri compiti.

Credo che il vero potere deve sempre essere interiore e che ogni risposta e ogni cose devono sempre provenire dal dentro di se piuttosto che dell’esterno, anche se difficile sia farlo.

 

Poi, ritengo che se l’uomo inizia a creare dei Golem per vari motivi (servirlo, aiutarlo, adorarlo e altro ancora…), non dimostrerebbe grande saggezza, al meno non molto di più di quelli che ci hanno creato, noi…perché per il nostro creatore non siamo nulla di più in quanto della polvere nasciamo e polvere ritorneremo..

               

A buon intenditore!

 

Astrid
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Morganne
Postato il domenica, 15 luglio 2007 alle 17:31 - Permalink - Categoria:

 

Buongiorno a tutti.

Sono molto fiera e contenta di presentarvi la Mailing List impostata per trattare degli argomenti che trattiamo in generale dentro le “appartement privé”:

http://it.groups.yahoo.com/group/Ponte_Chinvat/

"Il Ponte Chinvat “ (luogo dove l'anima si dirige dopo la morte) vuole essere un luogo d'incontro per tutte le anime che apprezzano, studiano, amano le diverse tematiche spirituali che proponiamo. In effetti, il Ponte Chinvat vuole essere simbolicamente rappresentato come morte dell'ego proprio per potere attraversare le vari fasi intellettuali e spirituali per attingere al nostro Se Superiore, e non solo, per cosi creare insieme un Eggregore Archetipale celeste, la Fravasi.

Ognuno di noi fa parte della Creazione Divina e sarà attraverso l'esoterismo e il misticismo Islamico, Cristiano ed Ebraico, la Storia Medievale e le Cavallerie Spirituali, lo Gnosticismo e l'Angeololgia Islamica, Cristiana ed Ebraica, la Cabala ebraica e cristiana, l'Alchimia e l'Astrologia, il Cristianesimo Primitivo, e altre tematiche Sacre e Spirituali che ognuno di noi cerca ( e nelle quali il lettore si sente più attratto ) per attuare la propria Trasfigurazione spirituale.

Benvenuto dunque a te, Cavaliere Spirituale.
Hai appena aperto una finestra nel mondo immaginale, regno delle intelligenze degli angeli, dov’è situato il “ Ponte Chinvat. "

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Ho collaborato alla creazione di questa mailing list con l’ottimo e stimatissimo ricercatore nonché grande studioso di Esoterismo Islamico: Mario Madia, autore del libro "Gli Eredi del Cenetacolo.

Inscrivetevi !!!

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Morganne
ar