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Postato il martedì, 29 aprile 2008 alle 19:22 - Permalink - Categoria: varie, amore, riflessioni, emozioni, spiritualità, iniziazione, cavoli miei, qualcosa di diverso

 

mare

Io non conoscevo.

la penitenza dalla mano del mare

Io non sapevo.

il tempo stremava, l’arsura ci cuoceva

Adesso ascolto.

lo spettro vedemmo venire di lontano

Penso.

questa é la ballata di chi si é preso il mare

Vivo.

perdon, pietá.

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Bellissima canzone di Vicinio Capossela, vi lascio qua il testo della canzone, anche perché vale...ovviamente se non l'avete mai sentito...v'invito a farlo!

Ovunque Proteggi (2006) - S.S. Dei Naufragati

e venne dall’acqua, e venne dal sale
la penitenza dalla mano del mare
il comandante avanza e niente si puó fare
vuole una morte, la vuole affrontare
e lí l’attandeva, dove il sole cala
cala e non muore, e l’acqua non lo lava
e il demone lo duole, sui banchi d’acqua
stregati di olio e petrolio
e il vento non alzava, e il mare imputridiva
legati a un solo raggio, tutti presi in ostaggio
avanzavamo lenti, senza ammutinamenti
e il comandante é pazzo, e avanza nel peccato
e il demone ch’é suo, adesso vuole mio
e brinda con il sangue all’odio ci convince,
che se é sua la barca che vince, dev’essere la mia
e gli occhi non videro, non videro la luce
non videro la messe, che altri non l’avesse
e il cielo fece nero, e urló la nube al cielo
e s’affamó d’abisso, che tutti ci prendesse
Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
Matri mia, le ossa nell’acqua
anime bianche, anime salvate
anime venite, anime addolorate
che io abbia due soldi, due soldi sopra gli occhi
due soldi per l’onore, due monete in pegno
per pagare il legno, la dura voga del traghettatore
e vieni occhi di fluoro, vieni al tuo lavoro
vieni spettro del tesoro
la vela tende, il vento se la prende
la vela cade, le remi allontanate
e accese sui pennoni
i fuochi fatui, i fuochi alati
della Santissima dei naufragati
Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
il tempo stremava, l’arsura ci cuoceva
parlavamo alle vare e il silenzio dal mare
e il legno cedeva all’acqua suo pianto
la vela cadde, la sete ci asciugó
acqua, acqua, acqua in ogni dove
e nemmeno una goccia, nemmeno una goccia da bere
e gli uomini spegnevano, spegnevano il respiro
spegnevano la voce, nel nome dell’odio
che tutti ci appagó, il cielo rigó di sbarre il suo portale
il volto di fuoco, dentro imprigionó
lo spettro vedemmo venire di lontano
venire per ghermire, nero di dannazione
vita e morte, vita e morte era il suo nome
Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
Matri mia, salvezza prendimi
questa é la ballata di chi si é preso il mare
che lapide non abbia, ne ossa sulla sabbia
né polvere ritorni, ma bruci sui pennoni
nei fuochi sacri, nei fuochi alati
della Santissima dei naufragati
O Santissima dei naufragati vieni a noi che siamo andati
senza lacrime senza gloria, vieni a noi, perdon, pietá.

 

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Morganne
Postato il lunedì, 28 aprile 2008 alle 21:09 - Permalink - Categoria: varie, amore, riflessioni, leggere, emozioni, spiritualità, cavoli miei, ramtha

Stasera sono troppo stanca per buttare giù pensieri fiammoreggianti.

Dunque ho preso una carta di Ramtha a caso per voi, che possa accompagnarvi lei nella giornata di oggi (domani).

Buona giornata a tutti!

 

 

Il Cambiamento vi eleva

Al di sopra degli avvenimenti di ogni giorno

Ad un altro livello,

ad un altro atteggiamento,

ad un’altra percezione.

Ma non rallenta mail il vostro cammino,

né vi riporta mai indietro.

 

Ramtha

 

 

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Morganne
Postato il sabato, 26 aprile 2008 alle 14:38 - Permalink - Categoria: varie, riflessioni, racconti, dio , arte, emozioni, energia, alchimia, spiritualità, iniziazione, cavoli miei, qualcosa di diverso, film che inspirano

 

Paradiso e inferno sono qui, dietro ogni muro ed ogni finestre

L’equilibrio lo chiamano, io lo chiamo ipocrisia di merda.

Constantine

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Morganne
Postato il venerdì, 25 aprile 2008 alle 21:43 - Permalink - Categoria: varie, riflessioni, emozioni, magia, energia, alchimia, genesi, fisica quantistica

Click to view my Personality Profile page

Devo dire che ho fatto questo test per gioco, come si fa sempre, insomma.

Per tutta la mia vita ho fatto dei test, e il risultato era sempre: Artista.

Ho sempre odiato pensare che ero un artista, perché sono veramente negata. Certo che mi piaceva pensarlo! Ma sicuramente mi piaceva molto più l’idea di esserne una, piuttosto che di esserlo per davvero. Comunque, ero sicura che anche questa volta il risultato sarebbe stato lo stesso: sempre e sempre Artista.

 

Ma, devo rincrescermi in bene, questa volta il test ha detto qualcosa di diverso.

E ho dovuto leggere il risultato bene due volte:

The "Engineer": Primary Function: Introverted Thinking.

Oh Mio Dio! E li subito la mia mente vaga…quando è che sono diventato uno ingegnere del pensiero? E li mi è venuto una risposta nitida: da quando studio materie scientifiche come la quantistica, i teoremi sulla nascita dell’universo e altri paradigmi della Scienza.

Madonna…sono diventata un'altra. Da quando tempo dura sta storia? Quando è che ho lasciato da parte i libri sull’auto-combustione, sulla meditazione e sui i viaggi astrali?

 

Mi piace l’idea di essere un Engineer, ma sinceramente non mi ero reso conto di tutti questi cambiamenti in questi ultimi 2 anni. Alzo la testa e leggo nei libri che sporgono della biblioteca: Infinito e Finito, Universi Curvi, Codice Genesi, Biologia delle Credenze, il Cervello Quantico….azz. Già. Forse dovrei inscrivermi al CICAP? Scherzo, ovviamente, ma devo ammettere che ultimamente mi sono piuttosto orientata sulla risoluzione dei misteri con la scienza piuttosto che con empirismo e via dicendo…

Comunque, facendo questo gentile test, mi dicono che sono un Pensatore introverso.

E sapete la cosa veramente fantastico in tutto questo? E che io non sono Pensatore introverso. Non sono un ingegnere, non sono uno scienziato, non sono niente di tutto ciò, ma mi era piaciuto pensare che potevo esserne una. Allora per passione, un giorno, ho iniziato a studiare e mi sono immersa nell’universo delle particelle subatomiche e di quelle elementari. Ho imparato cosa era uno quanto, come cosa era un quark up e uno down (si si, esiste) o ai famosi Gluoni. Mi è affascinata la teoria del Bosione di Higgs, rido quando guardo un ipersfera, e sogno leggendo Flatland. Il mio gatto si chiama Schrodinger e leggo la teoria delle super stringhe a colazione.

 

E allora capisco che è solo passione che mi ha portato a diventare quello che loro chiamano un Engineer.

Ringrazio la Quantistica.

 

Se desiderate anche voi fare il test: eccolo qua: http://www.mypersonality.info/

 

 

 Real INTP People

Abraham Lincoln - American President

Albert Einstein - German physicist

Ashley Olsen - actress (Full House)

Blaise Pascal - French mathematician

Bob Newhart - comedian, actor

Brent Spiner - actor ("Data" on Star Trek)

Carl Jung - Swiss psychiatrist

Charles Darwin - English naturalist

Gerald Ford - American President

James Madison - American President

Jeff Bingaman - U.S. Senator

John Quincy Adams - American President

John Tyler - American President

Mary-Kate Olsen - actress (Full House)

Meryl Streep - actress

Midori Ito - Japanese figure skater

Rene Descartes - French philosopher

Socrates - Greek philosopher

William Harvey - medical doctor

William James - American psychologist

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Morganne
Postato il domenica, 20 aprile 2008 alle 19:49 - Permalink - Categoria: varie, amore, riflessioni, dio , emozioni, spiritualità, cavoli miei, qualcosa di diverso, corso di formazione

Affronto in questo giorno un ulteriore corso di formazione per il volontariato per l’accompagnamento ai malati terminali, e siamo in pieno dibattito sul come affrontare la Morte con la grande M.

Ovviamente, quando si è per ore e ore nel pieno di una discussione del genere, con medici, filosofi, credenti, non puoi non uscire che un po spaesato e cercherei ora di fare alcuni considerazione al riguardo, anche per potere tirarle fuori “al caldo” e non blandamente dimenticarmele qualora la mia mente dovrei rimuovermi questi spiacevoli pensieri (ne potete convenire che comunque c’è tante cose più gradevoli al quale pensare ora che non ho nessuna voglia di morire).

Oggi il tema era: La morte tua, la morte sua, la morte dell’altro.

 

Una singola morte è una tragedia, un milione di morti è una statistica. Stalin

 

Inizio con questo pensiero di Stalin dicendovi che non ha tutti torti. Fra voi e me, chi sa bene quanti uomini muoiono al giorno nelle strade e nelle loro case? Chi di voi sa esattamente quanti morti ha fatto l’ultimo tornado in America, quanti muoiono ora di fame in africa o di freddo nelle strade di tutto il mondo?

La Morte altrui e in generale ci tocca poco. Decisamente. Ci tocca proporzionalmente a quanto possiamo anche seguire il telegiornale, perché vedo che per molta persone è importante seguire sulla cronaca nera di tutti giorni questo generi di fatti. Ma generalmente nel loro cuore e nella loro mente ogni avvenimento rimpiazza quello del giorno prima, a non è il singolo numero a darle dispiacere ma una specie di morbosa curiosità al riguardo.

Dunque, apertamente e francamente, detto cosi, non ci pesa la morte delle persone che non conosciamo se non è per una grande ingiustizia, come lo sono stati l’attentato delle Torre Gemelle o quello che sta succedendo ai Monaci Tibetani in questo momento. Tutto il resto è abbastanza di disinteresse totale per il nostro essere.

 

Ogni separazione ci fa pregustare la morte; ogni riunione ci fa pregustare la risurrezione. Arthur Schopenhauer

 

Cos’è la differenza fra l’affrontare la morte di uno sconosciuto e la morte di un parente stretto? Quale meccanismo s’innesca dentro di noi per generare al massimo compassione (che dura in media 5 minuti) nel primo caso, e sofferenze eterne nel secondo? Sarebbe la separazione? Probabilmente si. Ci manca una persona amata perché non c’è più. Perché c’è un vuoto che si trova in noi stessi di un momento all’altro, vuoto che colmava la persona amata nell’essere viva, e che adesso non c’è più. Soffermarsi un attimo a pensare se la morte della persona amata era importante per lei o lui, che questo lo desiderava di una maniera o di un’altra diventa è solo un secondo pensiero che probabilmente può essere affrontato solo una volta che il primo pensiero (separazione) sia digerito. La Morte di una persona cara ci dispiace proporzionalmente di quanto la persona stessa colmava il vuoto interiore che noi stessi non abbiamo mai voluto vedere e provvedere. Ma questo lo possiamo chiamare “affrontare la Morte”? No. Lo possiamo al massimo chiamare “affrontare la separazione”. E capirne i meccanismi e prenderne atto.

 

Non ho paura della morte, ma di morire. Indro Montanelli

Non è per niente un caso che La Morte si scrive al singolare. Perché in definitiva, La Morte è solo una stessa: la nostra. Il resto importa poco, o quello che importa non può definirsi cosi. O come dice Montanelli: Morire. Perché abbiamo disaggio davanti ai malati terminali? Perché loro ci rimandano l’immagine stessa delle nostre proprie paure. Perché l’unica paura intrinseca dell’Uomo è la sua stessa morte. Perché?

 

Chi pensa è immortale, chi non pensa muore. Averroè

 

Perché ognuno di noi pensa di essere immortale. Lo sente dentro come sente di essere vivo. Non c’è niente da fare, viene dal dentro, una cosa che dice: a te non capiterai mai. La grande sofferenza nostra è di vedere con i nostri occhi che al di fuori di noi, nella vita e nel mondo, gli altri muoiono e che il nostro sentire non è affine con questi fatti reali. Ma come, sono l’unico immortale? Non. Ed ecco la sofferenza. Pensare alla nostra propria morte ha qualcuno di assolutamente irreale e inconcepibile. Ovviamente, sappiamo tutti, ahimè, che ci capiterà per forza un giorno. Ma non è quella consapevolezza che fa si, che un giorno, questo realmente accade? Cosa farebbe, come vivrebbe un uomo che non ha la consapevolezza di dovere morire un giorno? Farebbe peggio di noi? Forse meglio?

 

Spesso è da forte, più che il morire, il vivere. Vittorio Alfieri

 

Termino qua le mie deduzioni al riguardo buttando li un pensiero che mi pervade sempre quando vedo qualcuno in fine di vita pervaso della malattia: la morte è solo una conclusione di un non desiderio di volere vivere. Non si muore per caso. Non si ammala per caso. Il desiderio di non volere più niente della vita è già un partecipe presente della Morte. Ella è solo un effetto di una causa che ha diversi volti. Non è facile definirle, ma non impossibile se si vuole farlo.

 

E come diceva Aismov:

 

La vita è piacevole. La morte è pacifica. E' la transizione che crea dei problemi. Isaac Asimov

 

 

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Morganne
ar