Inserisci frasi e pensieri che più ti piacciono. Ricorda di cancellare quello che stai leggendo ora!
Postato il giovedì, 29 maggio 2008 alle 20:59 - Permalink - Categoria: varie, amore, riflessioni, libri, dio , emozioni, alchimia, spiritualità, genesi, scienza e conoscenza, iniziazione, esperimento, cavoli miei, qualcosa di diverso, ramtha

E che cosa è la felicità?...

 

….allora l’elettrone che prima,

quando ancora non io guardavano, era onda,

nel momento in cui l’osservatore lo osservò,

immediatamente fu particella, con tanto

di uno spazio e un tempo in cui collocarsi.

 

Allora un signore disse:

“non è possibile, Dio non gioca ai Dadi”.

Ma aveva torto. Per quanto pazzesco, c’è uno stretto rapporto tra l’osservatore e l’osservato.

Forse noi possiamo creare un Mondo, il nostro.

 

Ricorda oggi la speranza sta nelle cose che non sappiamo di sapere.

Il non soffocare della mente nei suoi schemi dogmatici.

 

La cancellazione di ciò che abbiamo convenzionalmente chiamato “Dio” porta alla creazione del nostro stesso essere Divino.

 

Quando la relazione tra l’uomo, la sua mente e la Realtà sarà gestita in modo consapevole e costruttivo, chiunque, indipendentemente di chi sia, come viva e che cosa faccia, si aprirà a possibilità grandiose e mai sognate.

 

L’essere umano ha grandi difficoltà nel controllare o cambiare il proprio modo di pensare solo perché le sue emozioni dipendano dagli aspetti del ambiente in cui vive e della creazione dei circuiti neurologici per farle funzionare.

Per esempio, non serve a niente chiedere ad un vittimista di pensare positivo, perché sarebbe come chiedere ad un treno di cambiare destinazione.

Per una persona che ha quasi sempre pensato tristemente, può essere molto difficile pesare positivo, non perché non lo vuole, ma perché neurologicamente e dunque fisicamente, i circuiti nel suo cervello per la connessione alla sua felicità non sono mai stati creati.

Per cambiare destinazione, serve cambiare binari, e soprattutto, serve costruirli.

Dunque la felicità è solo una creazione neurologica e dunque solo uno stato mentale?

Certo che lo sono.

 

Costruisci Il Film della tua Vita

Come si fa a creare la felicità?

Si va a ricercare nel passato della persona un avvenimenti positivo che si va a proiettare nel presente e poi nel futuro.

Se nel caso di una persona molto sfortunata non ci sono ricordi vividi di esperienza positiva, si va a prendere un episodio non troppo drammatico per cambiarlo nel modo che la persona lo percepisca in maniera positiva. Dopodiché si fa lo stesso al presente e per il futuro.

Dunque, nuove credenze e schemi mentali –che ognuno può potenzialmente iniziare a produrre in qualsiasi momento – possono condurre a produrre nuovi pensieri e allora anche a vivere nuove esperienze ed emozioni.

 

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Morganne
Postato il mercoledì, 28 maggio 2008 alle 21:36 - Permalink - Categoria: varie, amore, riflessioni, racconti, arte, emozioni, energia, alchimia, spiritualità, scienza e conoscenza, iniziazione, esperimento

"se sei bravo in geometria, ti commuoverai piu facilmente davanti ad un dipinto".

Ecco l'affermazione uscita da uno studio americano che ha scoperto come le persone che riescono a tracciare a mano libero il punto medio di un segmento con molta precisione tendono ad essere emotivamente più coinvolte di fronte a dei dipinti :))

Questo viene spiegato dalla rivista scientifica americana "Brain and Cognition", perché secondo un ricercatore dell'Università di Florida:  "Per quei soggetti che provano un pieno impatto emotivo davanti un dipinto, potrebbe essere stato decisivo avere una visione globale migliore, e ciò spiegherebbe perché proprio quelli che riescono a dividere meglio in due il segmento si sono emozionati di piu".

Questi risultati sono coerenti perché è emerso che l'emisfero destro è associato sia a capacità legate all'attenzione - come appunto dividere una linea in due parti uguali - sia alla percezione delle emozioni.

Quindi…studiare Geometria fa bene alle nostre emozioni !!!

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Morganne
Postato il lunedì, 26 maggio 2008 alle 20:50 - Permalink - Categoria: varie, amore, riflessioni, emozioni, energia, alchimia, spiritualità, qualcosa di diverso

Sono contenta, perché anche indirettamente mi sta arrivando dei messaggi su questo ultimo post, sulla Biologia delle Credenze o su piu semplicemente, il Post su Masaru Emoto e sono molto positivi!!!

Sono contenta, perché anche se è dura, e lo è, credetemi, io vado avanti nelle mie ricerche.

E stasera, proprio stasera, è una sera difficilissima per me.

Sono giù, super giù.

Succede, a volte.

Purtroppo è uno stato di debolezza che riconosco tranquillamente, anche se lo odio con tutto il mio cuore.

Io amo essere forte e spaccare il mondo.

Io amo essere quella sulla quale una persona debole può appoggiarsi, e per la quale io darei la mia vita pure di difenderla.

Io amo cambiare le cose, amo essere all’avanguardia, amo essere quello che sono.

Quando sono giù, non riesco, non ho la carica, non sono io.

Les jeux sont fait, impaire et passe.

Ieri sera, ero con dei amici sperduti nella campagna a fare i soliti discorsi spirituali, e io parlavo dei soliti maestri. Parlavo della quantistica, e come tutto, in un certo modo, può essere spiegato con delle vere basi scientifiche sull’apparizione dei spiriti o delle Near Deth Experience.

Discorsi, somme tutto, assai semplici di base…ma ci avevano portato ad un intensa condivisione, perché ovviamente, tutti non erano del mio parere, ma comunque, c’era una sana condivisione di esperienze e di conoscenze.

Tutto andava per il meglio, perché c’era arricchimento in questa condivisione.

Anche se non eravamo di certo d’accordo. Ma era notevole come tutti avevamo uno rispetto verso l’uno l’altro.

Fino al momento che uno è arrivato e ha voluto imporre il suo punto di vista come scienza infusa.

Stranamente, tutto l’equilibrio creato nel gruppo è scivolato via con il vento di questa strana primavera, fino ad attaccarmi personalmente di peccare di superbia sentendomi esporre il mio punto di vista sulle guarigione istantanea che si verifica quando si applica il Reiki.

Ovviamente, c’è molto da dire su questa tematica, e tutti non possono avere un parere simile al riguardo. Ma, io mi dico, si può attaccare personalmente qualcuno in questo modo?

Questa persona ha iniziato a giudicarmi e criticarmi apertamente senza minimamente capire il discorso per inteso. E’ pure andato giù pesantemente con cinismo e sorrisi espliciti di compassione.

E stranamente, questo episodio mi ha squartato qualcosa dentro, al piu profondo del mio essere.

No che io non abbia fede in quello che faccio e in quello che dico.

Solo che non capisco ancora come sia possibile arrivare in mezzo un discorso e ferire cosi gratuitamente i presenti e me stessa emettendo questo genere di discorsi.

E sono giu non per le critiche, ma per il semplice motivo che se magari ero riuscita a spiegarmi meglio, se avesse piu dati in tasca, pu parole e vocabolario magari italiani, sarei forse riuscita ad esporre il mio punto di vista con pu chiarezza. Ed è quella la grossa difficoltà delle sensazioni empiriche: a volte, non esistono proprio parole per potere definire certi stati, o certe emozioni. A volte, in questo, mi sembro che soffro di Alessitimia.

 

E poi, quando mi tengo qualcosa dentro, mi mangia viva l’insieme del mio sistema emozionale.

E per la miseriaccia, quanto è difficile tenersi qualcosa dentro.

Normalmente, una cosa del genere mi sarebbe proprio scivolato addosso come piove di rugiada sulle piume di un cigne scivolando lungo un lago di mattina…ma…cosa è successo allora?

Sarebbe per il fatto che sto mettendo anime e corpo nella creazione della mia nuova Associazione che porterà avanti queste tematiche, e vedendo il stra-fottismo di quella persona, forse per qualche motivo, mi sto chiedendo se vale la pena tentare?

Quanti di lui la pensano uguale?

Quante volte m’imbatterò in queste critiche?

Sarò abbastanza forte per supportare (o sopportare, a vostra scelta) tutto questo da sola?

Sarò in grado di lottare per i miei pensieri fino a rischiare la mia propria vita?

Arriverò a mettermi in gioco completamente per rivoluzionare per fino la struttura stessa del mio essere?

 

Tutte domande che mi portano una tristezza infinita.

So che c’è la farò. Lo so.

 

E solo che a volte, mi dico; questo cammino è fottutamente solitario.

 

 

Mentre affondava, una voce strana e cupa risuonò dentro di lui. Ah, non c’è via di scampo. Niente da fare, sei un gabbiano. La natura ti impone certi limiti. Se tu fossi destinato a imparare tante cose sul volo, avresti un portolano nel cervello. Carte nautiche avresti, per meningi. E se tu fossi fatto per volare come il vento, avresti l’ala corta del falcone, e mangeresti topi anziché pesci. Sì sì, aveva ragione tuo padre. Lascia perdere queste stupidaggini. Torna a casa, torna presso il tuo Stormo, e accontentati di quello che sei, un povero gabbiano limitato.

Ma io non mi accontenterò mai di quello che sono.

Prenderò il volo, costa quello che costa. 

 

 

“Innanzi tutto,” incominciò, piuttosto greve, “vi dovete render conto che un gabbiano è fatto a immagine del Grande Gabbiano, è un’infinita idea di libertà, senza limite alcuno, e il vostro corpo, da una punta dell’ala a quell’altra, altro non è che un grumo di pensiero.” 

 

 

 

 

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Morganne
Postato il lunedì, 19 maggio 2008 alle 19:53 - Permalink - Categoria: varie, amore, riflessioni, libri, dio , leggere, emozioni, energia, alchimia, spiritualità, iniziazione, fisica quantistica, esperimento, libri da leggere, qualcosa di diverso, bruce lipton

Sono presa dai miei pensieri.

Sono in quei pochi momenti della ma vita dove mi sembro di evolvere consciamente e me lo sto godendo in pieno.

Qualcosa, ovviamente, ha scaturito questo stato mentale beato: ed è un libro.

Se qualcuno mi conosce, dirà: sarà o che parla della Cabbalah, o parla di religione primitiva, o parla di quantistica.

Parla di quantistica.

Ma non solo, visto che parla di Biologia ed è veramente ed incredibilmente interessante e favoloso.

 

Ecco il libro:

 

ecco un intervista per delineare un po il discorso di Lipton:

a cura di Meryl Ann Butler

MAB: Il punto di partenza del tuo libro, La biologia delle credenze, è che gli esseri umani non sono, come pensavamo prima, vittime dei loro geni, ma che l’ambiente ha un effetto diretto sul nostro DNA. Vorresti approfondire?

BL: Certamente. Fino a tempi recenti, si pensava che i geni fossero auto-attuativi, cioè potessero accendersi e spegnersi da soli. Come risultato, oggi la maggior parte delle persone si ritengono dei robot genetici, cioè che i geni controllano la loro vita.

Le mie ricerche, invece, segnano l’inizio di una concezione radicalmente nuova della scienza cellulare. La nuova biologia rivela che noi "controlliamo" il nostro genoma, anziché esserne controllati. Oggi è riconosciuto che l’ambiente, e più precisamente le nostre percezioni o interpretazioni dell’ambiente, controllano direttamente l’attività dei nostri geni. Ciò spiega perché la gente può guarire spontaneamente da pato logie ritenute permanenti.

MAB: Allora è davvero il caso di parlare di «primato della mente sulla materia»?

BL: Sì, questa nuova concezione della biologia umana non considera il corpo un mero apparato meccanico, ma ingloba il ruolo della mente e dello spirito. Questa nuova prospettiva è fondamentale in ogni processo di guarigione, perché riconosce che quando cambiamo la nostra percezione o le nostre credenze, mandiamo messaggi totalmente diversi alle nostre cellule, provocando la loro riprogrammazione.

Questa nuova scienza si chiama epigenetica. Esiste da sedici anni, ma solo ora il grande pubblico sta imparando a conoscerla. Per esempio, l’American Cancer Society è un’organizzazione che fa ricerca sui geni del cancro da circa cinquanta anni.

Ebbene, questa società ha scoperto che solo circa il 5% dei casi di cancro ha legami con la genetica; il 95% non ha nulla a che fare con la genetica. Recentemente, l’American Cance r Society ha pubblicato una statistica dove si dice che il 60% dei casi di cancro si può evitare cambiando stile di vita e dieta. Quindi, oggi ci dicono: «Dipende dal tuo stile di vita, non dai geni».

MAB: Che parte ha l’evoluzione in tutto ciò?BL: Beh, come si è scoperto, Darwin aveva torto.

La scienza di oggi ignora le teorie darwiniane basate sulle nozioni di lotta e competizione, anche se potrebbero volerci anni prima che questo fatto arrivi sui libri di testo. La cooperazione e la comunità sono in realtà i principi fondamentali dell’evoluzione, oltre che della biologia cellulare.

Il corpo umano rappresenta lo sforzo cooperativo di una comunità di cinquantamila miliardi di cellule. Una comunità, per definizione, è un’organizzazione di individui impegnati a sostenere una visione comune.

Jean-Baptiste Lamarck aveva visto giusto già cinquanta anni prima di Darwin.

Nel 1809 egli scrisse che i problemi che avrebbero afflitto la società sarebbero venuti dal suo distacco dalla natura, e che ciò avrebbe provocato la dissoluzione della società. La sua concezione dell’evoluzione era che un organ ismo e il suo ambiente interagiscono in modo cooperativo. Se vuoi capire il destino di un organismo, devi capirne le relazioni con l’ambiente. Egli capì che la separazione dall’ambiente ci priva della nostra fonte. Aveva ragione.

E se pensi all’epigenetica, ti rendi conto che oggi la teoria di Lamarck ha trovato dei fondamenti. Quando non si conoscevano processi che provassero le sue teorie, Lamarck sembrava uno stupido, anche perché credevamo all’idea neo-darwiniana secondo cui il corpo è soggetto al controllo genetico.

Invece oggi la scienza più evoluta ci mostra che Lamarck aveva ragione, dopo tutto.

MAB: In che modo tutto ciò si ripercuote a livello cellulare?

BL: Le informazioni provenienti dall’ambiente vengono trasferite alla cellula attraverso la membrana cellulare. Prima pensavamo che il nucleo della cellula fosse il suo cervello. Ma nel 1985 ho scoperto che in realtà il cervello della cellula è la membrana. Il nucleo, come si è scoperto, è di fatto il centro riproduttivo.

La membrana cellulare controlla le condizioni dell’ambiente e quindi invia segnali ai geni, per innescare processi che serviranno alla sua sopravvivenza. Nel corpo umano, il cervello invia messaggi alla membrana cellulare per controllare il comportamento e l’attività genetica della cellula. È così che la mente, tramite il cervello, controlla la nostra biologia.

Per esempio, una disciplina importante nelle scienze della salute è la psiconeuroimmunologia. Letteralmente, questo termine significa: la mente (psico) c ontrolla il cervello (neuro) che a sua volta sovrintende al sistema immunitario (immunologia). È così che funziona l’effetto placebo!

Quando la mente percepisce l’ambiente come sicuro e amichevole, le cellule si focalizzano sulla crescita. Le cellule devono svilupparsi affinché il corpo continui a funzionare in modo sano.

Al contrario, in situazioni di stress, le cellule assumono un atteggiamento di difesa protettiva. Quando ciò accade, le risorse energetiche del corpo, normalmente impiegate per sostenere la crescita, vengono dirottate a questi sistemi che forniscono protezione. Il risultato è che in un sistema stressato i processi di crescita sono limitati o sospesi.

Nei casi di stress acuto (breve) l’organismo è in grado di adattarsi, mentre uno stress cronico o prolungato è debilitante, perché le richieste energetiche del corpo interferiscono con la manutenzione richiesta, e ciò porta a patologie e disfunzioni.

Per esempio, la paura che si è diffusa negli Stati Uniti dopo l’undici settembre ha avuto un effetto devastante sulla salute dei nostri cittadini. Ogni volta che il governo lancia l’allarme per un nuovo possibile attacco terroristico, la paura da sola fa sì che gli ormoni dello stress frenino la nostra biologia e si preparino a una risposta di difesa.

In seguito all’attacco al World Trade Center, la salute del Paese è caduta a picco e i profitti delle aziende farmaceutiche sono saliti alle stelle (registrando un aumento del 100% in meno di cinque anni!).

Quel sistema di allarme basato sul codice colorato, poi, è causa di un’altra grave conseguenza. In stato di paura, gli ormoni dello stress modificano il flusso del sangue nel cervello. In situazioni normali, il sangue fluisce al cervello concentrandosi soprattutto nel proencefalo, la sede del controllo conscio.

In condizioni di stress, le vene del proencefalo si restringono, costringendo il sangue a dirigersi verso il romboencefalo, il centro dei riflessi inconsci. In poche parole: quando abbiamo paura, diventiamo più reattivi e meno intelligenti.

MAB: Nel tuo seminario hai parlato di come riceviamo l’informazione dello stress.

Potresti approfondire l’argomento?

BL: Certamente. La principale fonte del segnale di stress è la voce centrale del sistema, la mente. La mente è come il conducente di un veicolo.

Se siamo bravi a gestire il nostro comportamento e le nostre emozioni, possiamo aspettarci una vita lunga e produttiva. Al contrario, i comportamenti improduttivi e una gestione inadeguata delle emozioni sono come un conducente maldestro che stressa il veicolo cellulare, interferendo con il suo funzionamento e provocando un collasso.

L’informazione dello stress può arrivare alla cellula dalle due menti separate che formano la voce centrale che controlla il corpo.

La mente conscia (auto-consapevole) è l’io pensante, la mente creativa che esprime il libero arbitrio. È l’equivalente di un processore a 40 bit, perché può gestire le in formazioni provenienti da circa 40 nervi al secondo. Per contro, la mente inconscia è un supercomputer provvisto di un database di comportamenti pre-programmati. È un potente processore a 40 milioni di bit, che interpreta e risponde a più di 40 milioni di impulsi nervosi al secondo. Alcuni programmi derivano dalla genetica: sono i nostri istinti. Tuttavia, la grande maggioranza dei programmi inconsci vengono acquisiti attraverso le nostre esperienze di apprendimento.

La mente inconscia non è la sede del ragionamento o della consapevolezza creativa; è un meccanismo rigido di reazione agli stimoli che funziona «in playback». Quando dall’ambiente viene percepito un dato segnale, la mente inconscia attiva per riflesso una reazione prestabilita. Non è affatto necessario pensare!

Il risvolto pericoloso del pilota automatico è che i comportamenti inconsci sono programmati per avvenire senza il controllo, o l’osservazione, dell’io conscio.

I neuroscienziati hanno scoperto che il 95% - 99% del nostro comportamento è sotto il controllo della mente inconscia. Di conseguenza, è raro che noi osserviamo questi comportamenti, e ancora di più che ne siamo consapevoli.

La tua mente conscia percepisce che sei un bravo conducente, ma è l’inconscio che per la maggior parte del tempo tiene le mani sul volante. E l’inconscio può condurti alla rovina.

Siamo stati educati a credere che usando la forza della volontà possiamo annullare i programmi negativi del nostro inconscio. Sfortunatamente, per fare questo, è necessario mantenere una vigilanza costante sul proprio comportamento.

Non esiste nell’inconscio un ente osservante che analizzi i comportamenti "preregistrati". L’inconscio è un meccanismo che agisce esclusivamente «in playback». Di conseguenza, non viene fatta alcuna distinzione tra comportamento inconscio buono e cattivo: sono tutte "registrazioni". Non appena la tua consapevolezza viene meno, la mente inconscia mette automaticamente in atto i suoi programmi preregistrati, basati sull’esperienza.

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Morganne
Postato il lunedì, 12 maggio 2008 alle 17:31 - Permalink - Categoria: varie, riflessioni, dio , arte, alchimia, spiritualità, iniziazione, esperimento, qualcosa di diverso, masaru emoto

Masaru Emoto ha messo a punto una tecnica che ha consentito di scoprire e di ammirare i molteplici segni del linguaggio figurativo con cui l'acqua risponde agli stimoli esterni.
Attraverso tale tecnica è possibile fotografare i cristalli ottenuti dal congelamento di acqua sottoposta alle vibrazioni non solo di parole o brani musicali, ma anche di pensieri e stati d'animo. L'acqua è infatti in grado di registrare la vibrazione di una energia estremamente sottile, definita nella cultura giapponese Hado. I risultati degli esperimenti condotti da
Masaru Emoto dimostrano che i cristalli dell'acqua modificano la propria struttura in relazione dei messaggi che ricevono. L'acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri positivi forma dei cristalli bellissimi simili a quelli della neve, l'acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri negativi reagisce creando strutture amorfe e prive di armonia.

L'acqua ci ascolta, memorizza sul suo nastro magnetico le vibrazioni dei nostri pensieri e delle nostre emozioni e ci risponde nel linguaggio figurativo dei suoi cristalli. Questo dialogo con l'acqua consapevolizza e porta a galla l'immagine di ciò che siamo ? E' difficile accettare che l'uomo comune possa credere al concetto di dialogo con l'acqua, in realtà questo dialogo esiste. La Terra, chiamata anche il Pianeta d'Acqua, è coperta per il 70% della sua superficie di acqua, la stessa proporzione presente in un corpo umano. La neve, che cade sulla Terra da milioni di anni, contiene cristalli simili tra loro ma diversi uno dall'altro. Ogni cristallo porta in sé un'informazione. Più precisamente, la geometria del cristallo è l'informazione stessa che si cristallizza. L'acqua, attraverso la creazione e la contemplazione dei suoi cristalli, rende possibile un dialogo con l'uomo elevando la sua consapevolizzazione. Se i pensieri possono influenzare la struttura molecolare dell’Acqua, secondo voi, che effetto hanno i vostri pensieri sul vostro corpo e realtà?

 

 

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Morganne
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