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Postato il martedì, 17 giugno 2008 alle 22:23 - Permalink - Categoria: varie, amore, riflessioni, libri, racconti, dio , arte, leggere, bibbia, biografia, emozioni, energia, alchimia, spiritualità, genesi, iniziazione, cavoli miei, cabala, qualcosa di diverso, antico testamento, ghematria

Stasera non ho parola per descrivere la mia gioia quando ho scoperto di essere un link di riferimento per il mio articolo scritto sulla Gematria Ebraica in un noto sito che promuove la Cultura Ebraica e la sua Arte.

 

http://www.tobiarava.com/html/news/bibliografia_ghematria.htm

 

 

Vedere il nome del mio blog accanto ai i grandi siti di riferimenti della Cabbalah mi ha dato un tuffo al cuore. Chi sa della mia passione per la tradizione ebraica capirà come mi posso sentire in questo momento.

 

 

Semplicemente: non ho parola.

Semplicemente: grazie.

 

Il sito è di Tobia Rava, laureato in semiologia delle arti all’Università di Bologna, e allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese, Flavio Caroli. Dipinge dal 1971 ed ha esposto dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Giappone e Stati Uniti. È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina, e in Estremo Oriente. Nel 1983 è tra i fondatori del gruppo bolognese AlcArte, attivo all’Università di Bologna (DAMS), con l’intento di coniugare il fare arte all’epistemologia. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica e ha svolto con Gadi Luzzatto Voghera e Paolo Navarro Dina un lavoro di ricerca e schedatura nell’ambito dell’epigrafia ebraica nel Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Nel 1993 è il promotore del gruppo Triplani, che, partendo dalla semiologia biplanare di Greimas e Calabrese, prende il nome dall’ipotesi di un terzo livello di lettura simbolica, accanto a quelli del significato e del significante.

Nel 1998 è tra i soci fondatori di Concerto d’Arte Contemporanea, associazione culturale che si propone di riunire artisti con le stesse affinità per riqualificare l’uomo ponendolo in sintonia con l’ambiente e rendere l’arte contemporanea conscia dei suoi rapporti con la storia e la storia dell’arte, anche interagendo espositivamente con parchi, ville, edifici storici e piazze di città d’arte. Dal 1999 ha avviato un ciclo di conferenze, invitato da università e istituti superiori d’arte, sulla sua attività nel contesto della cultura ebraica, della logica matematica e dell’arte contemporanea.

 

Potete vedere opere e mostre, nonché un suo percorso personale qui:

 

http://www.tobiarava.com/main3.htm

 

Il mio articolo era uscito pure in settembre 2007 nell’esoterica rivista il "Chat Noir" di Roncellin:

 

articolochatnoir1

 

 

 

 

articolochatnoir2 

Che dire, sono proprio contenta.

Ora, dovrei finire la trilogia mettendomi al lavoro con la Temourah e il Notarikon!!!

 

 

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Morganne
Postato il domenica, 15 giugno 2008 alle 19:23 - Permalink - Categoria: varie, amore, riflessioni, libri, racconti, dio , leggere, bibbia, emozioni, energia, alchimia, spiritualità, scienza e conoscenza, iniziazione, vangeli, fisica quantistica, cabala, libri da leggere, qualcosa di diverso, ramtha

“Guardate, potete crocefiggere il mio corpo, ma ciò on cambia la mia verità, perché quello che distruggete oggi, io lo ricreerò in pochi momenti.”

 

Questo è il primo passaggio del libro “Gesù il Cristo” di Ramtha che ho sottolineato.

E’ un libro piccolo, ma molto conciso, di grande stile come siamo abituati da questo grande Maestro.

 

“E non c’è qualcosa che possiate farmi che mio Padre non abbia approvato. Non amiamo questo, Ci fa piangere dentro. E ci avviciniamo di più ad esso perché pensiamo che se la veneriamo, in qualche modo quella grandezza e quella cita divina e senza macchia si trasmetterà un po a noi. E per quello che piangiamo quando sentiamo la storia di Gesù”.

 

Niente male, eh? Un o di responsabilità non ci fa male, a volte.

 

“Perché conoscete cosi tanto, e vivete cosi poco?”

 

E’ una saggio verità che fa sempre un po male a sentirselo dire. Ovviamente, Ramtha è proprio un grande Maestro in questo, visto che in ogni libro, lui ci fa il piacere di metterci davanti questa realtà dei fatti.

 

“Che cosa ho da perdere? Forse guadagnerò tutto. Che cosa ho da perdere a cambiare? Che cosa ho da perdere a rinunciare alla mia superficiale ignoranza? Forse quello che guadagno è conoscenza e libertà. “

 

Beh, sicuramente fa riflettere, perché è ovvio che ogni volta che dobbiamo andare avanti, non si capisce bene da dove escono le nostre paure, perché non abbiamo mai qualcosa da perdere.

 

“Che amare un’altra persona significa amare inequivocabilmente se stessi. Amare se stessi è vivere secondo la vostra piu alta abilità morale e spirituale. Questo è amare se stessi, e amare un’altra persona è uguale soltanto a quello che voi spiritualmente percepite di voi stessi.”

 

“La maggiore parte delle cose che vanno male non sono dovute all’errore di un’altra persona, ma sono dovute all’errore della nostra propria visione limitata."

 

Finirò con questo messaggio dicendovi di leggere questo piccolo libretto perché ci sono parecchi sorprese dentro:

 

“So che non mi credete in tutte le cose che vi ho detto. E so che tutte le cose che vi ho detto hanno sfidato il vostro box, sfidato i vostri corpi, sfidato le vostre convinzioni. So che non mi credete e mi crocifiggerete perché io sono una sfida. Non vi do tregua. Vi turbo. Non potete levarmi della vostra mente perché quello che sto dicendo è realmente in difesa del vostro corpo- So che non vi piaccio. Non vi piaccio al punto che vi piacerebbe uccidermi, distruggermi, sbarazzarci di me. So tutte questo cose, ma io pronuncio comunque il messaggio. So che la mia vita è in pericolo e l’unico modo in cui mi ridurrete al silenzio sarà quello di uccidermi. Ma io vi dirà questo, un giorno arriverete alla Luce e conoscerete la verità e desidererete davvero avermi ascoltato. Potete distruggere il mio corpo ma io lo risusciterò in un batter d’occhio, e allora avrete un nemico per sempre e per sempre. E chi è il vostro nemico? Il vostro senso di colpa, la vostra mancanza, la vostra ignoranza e il vostro pregiudizio.”

 

 

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Morganne
Postato il giovedì, 17 aprile 2008 alle 20:57 - Permalink - Categoria: varie, riflessioni, dio , leggere, bibbia, salmi, alchimia, spiritualità, iniziazione, cabala

 

 

 

 

"Dove io sono, Tu mi trovi
perché tu mi hai pensato per primo.
Sono stata nel tuo pensiero prima che altrove.
Io mi penso perché tu mi hai pensato".

 

Dal Sal 139

 

 

 

 

Contro i maldicenti, i calunniatori, i perversi, i facilitori di sortilegi, malocchio, i cattivi spiriti. (Abate Julio)

 

Perfetto per questi giorni della Governanza di Lelehe'el, quell'Angelo un po....strano.

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Morganne
Postato il domenica, 13 aprile 2008 alle 09:34 - Permalink - Categoria: varie, libri, dio , leggere, bibbia, emozioni, spiritualità, genesi, libri da leggere, qualcosa di diverso, antico testamento

 

Leggevo l’eccellente libro “Dio non è Grande – come la religione avvelena ogni cosa” di Christopher Hitchens e parla proprio del vieto ebraico e giudaico del mangiare maiale.

Cito:

 

“Proviamo a fare piazza pulita delle comuni spiegazione “laiche” dell’antica proibizione ebraica. Si sostiene che l’interdetto fosse inizialmente razionale, perché la carne di maiale nei climi caldi può diventare rancida e sviluppare i vermi della trichinosi. Il divieto -che forse si applica anche al caso dei crostacei non Kasher (per gli ebrei) – è assurdo se viene trasferiti ai nostri giorni. In primo luogo, la trichinosi si trova in tutti i climi e, in realtà, risulta più diffusa nei climi freddi che in quelli caldi. In secondo luogo, gli archeologi distinguono facilmente gli antichi insediamenti ebraici nella terra di Canaan per l’assenza di osso di maiale negli immondezzai, rispetto alla presenza di tali ossa nei cumuli di rifiuti di altre comunità, rispetto alla presenza di tali ossa nei cumuli di rifiuti di altre comunità. Detto altrimenti, i no-ebrei non si ammalavano né morivano per essersi alimentati di carne di maiale (a parte ogni altre considerazione, se fossero morti per questa ragione il dio di Mosè non avrebbe avuto bisogno di spronare i non-mangiatori-di-maiale a farne strage).

 

Secondo molto autorità antiche, l’atteggiamento dei primi semiti verso il maiale era insieme di riverenza e di disgusto:

 

Di': "In quello che mi è stato rivelato non trovo altri interdetti a proposito del cibo, se non l'animale morto, il sangue effuso e la carne di porco – che è immonda."}, [surat Al-An'âm (Il Bestiame),”

 

La simultanea attrazione e repulsione derivava da una radice antropomorfica: l’aspetto del maiale, il gusto del maiale, le strida di agonia del maiale e l’evidenza intelligenza del maiale ricordavano sgradevolmente l’essere umano (il maiale è uno dei pocchi animale chi, come l’uomo, può scottare la sua pelle al sole).

 

Certo che ho sempre pensato che Yahwe avesse detto al popolo ebraico di non mangiare maiale perché, a punto, in un paese caldo si potevano proliferare virus e batterie incredibile con questa carne. Penso che molti di noi lo pensavamo. Adesso, devo dire la verità, leggendo questo articolo devo rincrescermi. Non perché accetto la prima cosa che leggo, ma facendo vari ricerche, mi sono reso conto che effettivamente le malattie che possono generare l’assunzione di carne di maiale sono indipendente del fatto che siano nei paesi caldi o freddi…interessante.

 

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Morganne
Postato il lunedì, 07 aprile 2008 alle 20:17 - Permalink - Categoria: varie, amore, riflessioni, dio , leggere, bibbia, energia, alchimia, spiritualità, genesi, iniziazione, cabala, antico testamento

 

La creazione ha seguito un modello di evoluzione dalle forme di vita più basse (semplici) a quelle più alte: per primi Dio creò gli elementi e la vita minerale; poi la vegetale; poi i pesci e i volatili, gli anfibi, i rettili e i mammiferi, e poi, gli esseri umani. Il fatto che la donna sia stata formata alla fine di questo processo, ne fa la corona della Creazione. mentre l’origine dell’uomo resta fango della terra, la donna proviene da una fonte più alta (complessa) – il corpo dell’Adam – e questo le conferisce una natura spirituale più alta, rispetto all’uomo.

“Qualsiasi cosa sia creato dal suo simile, ha il potere su di esso”. (Bere’shit Rabbà 19:4)

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Morganne
ar