
Questo giorno del Primo Maggio è sospeso nell’Aria
L’atmosphère n’est plus la même, et je m’embête.
Il me faut la chaleur humaine pour bien grandir.
Qu’est-ce que vous voulez que ça me foute !
Est-ce que c’est dangereux ?
On m’a volé mon Ame.
On m’a volé l’Amour.
Et toi, dis-moi que tu m’aimes.
Y’à pas de lendemain.
(Inch’Allah, CCCP).
Sinceramente, fra me e voi, svolazza attorno a me l’idea che è la Festa del lavoro, e non riesco ad afferrarla. [È questa la vera vita, è questa solo fantasia?] Ma ritorniamo a Ieri:
In macchina per andare al lavoro il mio lettore CD preferito della mia Focus Leggendaria non ne voleva sapere niente di Sinclair, [Perso in una frana, senza scampo dalla realtà] e snobbava tranquillamente tutti i CD che gli davo da mangiare [Comunque il vento continua a soffiare, a me in realtà non importa]. Rassegnata, purtroppo, ho dovuto ascoltare la Radio. Che noia infinita [Oh sì, oh sì, niente m'importa veramente, chiunque può capirlo].
Ma come niente succede mai per caso, e il Mio CD me lo stavo dicendo chiaramente [Sono solo un povero ragazzo, senza bisogno di comprensione], trovo finalmente una radio che mi passa una canzone udibile: Bohemien Rapsody dei Queen.
Ovviamente passo sull’elogio dei Queen per venire al testo: ero incuriosita. Ma come ho milioni di pensieri in testa, e milioni d’immagini che mi passano davanti a me come in un film [Aprite gli occhi, alzate lo sguardo verso il cielo e vedrete], dimentico la canzone…solo per trovarmela di nuovo in un'altra stazione (in macchina cambio stazione sempre per trovare una canzone che mi va ORA) ed ecco che me la ascolta di nuovo [Uno che si lascia trasportare facilmente]. Incuriosita e insospettita a dovere, mi dico che probabilmente ho qualcosa da capire in questa canzone, e non per niente, Mascherina [Così pensi di potermi amare e lasciarmi morire].
Arrivata la sera a casa (ricordo: ieri sera), mi scarico il testo in Italiano per capirne un po di più (l’inglese non è mai stato la mia tasse de thé).
_______________________________
Rapsodia gitana (Queen)
È questa la vera vita, è questa solo fantasia?
Perso in una frana, senza scampo dalla realtà
Aprite gli occhi, alzate lo sguardo verso il cielo e vedrete
Sono solo un povero ragazzo, senza bisogno di comprensione
Perché mi faccio trasportare facilmente
Un po' su, un po' giù
Comunque il vento continua a soffiare, a me in realtà non importa
Mamma, ho appena ucciso un uomo, ho puntato una pistola alla sua testa
Ho premuto il grilletto, ed ora è morto, mamma
La vita era appena iniziata, ma ora io l'ho gettata via
Mamma, ooh
Non volevo farti piangere
Se non sarò tornato domani a quest'ora
Va' avanti, va' avanti, come se niente fosse accaduto
Troppo tardi, è giunta la mia ora
Ho i brividi lungo la schiena, il corpo duole in continuazione
Addio a tutti, devo andare
Devo lasciarvi tutti e affrontare la verità
Mamma, ooh, non voglio morire
A volte desidererei di non essere mai nato
Vedo una piccola sagoma d'uomo
Spaccone, spaccone vorresti ballare il fandango?
Fulmini e saette, molto, molto mi spaventano
Galileo, Galileo Galileo, Galileo
Galileo figaro, magnifico
Ma sono solo un povero ragazzo e nessuno mi ama
È solo un povero ragazzo di una povera famiglia
Risparmiate la sua vita da questa mostruosità
Uno che si lascia trasportare facilmente, uno semplice, mi lascerete andare
Per l'amor di Dio! No, non ti lasceremo andare - Lasciatelo andare
Per l'amor di Dio! Non ti lasceremo andare - Lasciatelo andare
Per l'amor di Dio! Non ti lasceremo andare - Lasciatemi andare
Non ti lasceremo andare, lasciatemi andare - Mai
Mai lasciarti andare - Lasciatemi andare, non lasciatemi andare mai, ooh
No, no, no, no, no, no, no
Oh mamma mia, mamma mia, mamma mia, lasciatemi andare
Belzebù ha messo un diavolo da parte per me, per me, per me
Così pensi di potermi lapidare e sputarmi in un occhio,
Così pensi di potermi amare e lasciarmi morire
Oh bambina, non puoi farmi questo, bambina
Devo solo uscire, devo solo uscire di qui
Oh sì, oh sì, niente m'importa veramente, chiunque può capirlo
Niente è veramente importante, niente m'importa davvero
Comunque il vento continua a soffiare
___________________________________
Certo, niente m’importa davvero neanche a me. Ma comunque, la mente frulla ancora domande [Devo lasciarvi tutti e affrontare la verità]. Stai zitta Scaramouche, mi dico. Ma no. E poi…ecco! Trovato! [Troppo tardi, è giunta la mia ora]
Giro un po persa sul sito di Riflessioni.it per trovare un bel testo dell’interpretazione del Pinocchio di Collaudi [È solo un povero ragazzo di una povera famiglia]. Un pezzo del testo mi attrae particolarmente:
Questo tronco può e dev’essere rivitalizzato. Il compito è affidato all’uomo d’aspetto primitivo e selvaggio. Nella scienza ermetica esiste il mito allegorico dell’Uomo dei Boschi, un essere che vive in una sorta di selvatichezza e ricorre in molte leggende popolari. In questo modo i Saggi hanno raffigurato l’individuo che vive fuori del condizionamento di qualsiasi tempo e civiltà.
Lo stesso gesto di sollevare e portare via un albero mal tagliato, si ritrovava nella tradizione popolare di molti paesi europei. Il rituale si celebrava il primo di maggio, nel mese verde. Veniva scelto l’albero più alto e, nottetempo, veniva tagliato e portato via, cioè rubato secondo l’antica tradizione, proprio come insegna l’uomo primitivo del maniero di Lisieux. Rubare significa comprendere da sé, senza accettare supinamente tutto ciò che viene proposto.
Quando ho fatto vari ricerche sul WWW, ho trovato che questo pezzo di legno veniva portato all’ingresso delle Chiese [Belzebù ha messo un diavolo da parte per me].
E mi è venuto in mente l’immagine che oggi, se ognuno di noi seguiva ancora questa tradizione, ci potevamo alzare all’Alba per andare a trovare un bel pezzo di legno grezzo e portarlo sulle scale delle nostre Chiese [Ho i brividi lungo la schiena]. Un po come per dire: avete rubato le nostre tradizione pagane e costruito le vostre Chiese sui i nostri luoghi sacri, adesso noi vi portiamo comunque la nostra eredità grezza sulla Vostra Grandezza [Risparmiate la sua vita da questa mostruosità].
E poi passo io, e accendo il Falò.
[Non volevo farti piangere]














